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Santuario della Madonna del Callone (Sec. XV)

Il piazzale che poggia su muraglioni fatti costruire da un benefattore verso il 1870 è un vero ampio balcone da cui si possono ammirare quasi tutte le frazioni di Campertogno, ricche di storia e di uomini illustri, che con la loro attività hanno onorato il paese e la Valsesia intera.
All'estrema destra si vede Quare, famosa per aver ospitato nel 1304 Fra Dolcino e per poter vantare un magnifico Palazzetto della Giustizia risalente al 1500.
Accanto a Quare c'è Camproso, dove venne combattuta la battaglia della Lega dei Valsesiani contro gli eretici dolciniani.
All'estrema sinistra invece si presentano le ridenti frazioni di Goreto e Grampa di Mollia.
Al centro, a lato del torrente Basalei si notano i ruderi della frazione Riale completamente distrutta da una grossa valanga l'undici marzo 1708.
La facciata dell'oratorio è stata affrescata dai fratelli Avondo nel 1849.
In alto l'Annunciazione, poi San Bernardo d'Aosta, San Giovanni Evangelista e i due Santi patroni della gioventù del paese: San Luigi e Santa Panacea.
L'edificazione risale al 1637, come risulta dall'appalto dei lavori di costruzione, redatto con atto notarile Clemente Giacobini il 2 maggio 1637... il tutto per 27 scudi d'oro.
Il vescovo Tornielli in occasione della visita pastorale del 1641 scriveva nella sua relazione "Si va per miliare sentiero arduo e montuoso; al presente la chiesa non è finita completamente, le pareti nude, senza pavimento.
L'icona è dipinta sul muro, non si celebra ancora. Sulle pareti di detta cappella sonvi molte tabelle di voti".
L'affresco a cui si fa riferimento si trova dietro il tabernacolo dell'altare e vi è raffigurata la Madonna di Loreto con la scritta "ha fatto dipingere Aluigio Ardizono il ritratto della Madonna di Loreto a dì 30 agosto 1628".
Questo affresco fa supporre fosse la parte vecchi della cappella ad orandum dove cioè non si celebrava ma solo si poteva pregare. Non si sa chi abbia scolpito l'ancona, cioè la parte lignea sovrastante l'altare, dipinta e indorata per lire trecento imperiali da Carlo Badarelli di Avigi di Campertogno nel 1681. Nel l'inventario del 1720 si parla di un'effigie della Madonna molto miracolosa con 34 quadretti votivi dipinti, voti di cera, un cuore, una gamba d'argento, spade, coltelli, manette, fucili vecchi e rotti, lavoretti di cartone.
La Madonna potrebbe corrispondere a quella raffigurata nel quadro dipinto su tela esposto al centro dell'ancona.
Già nel 1724 l'immagine della Vergine veniva stampata su fogli devozionali con una preghiera riportata accanto.
Alcuni quadri grandi qui un tempo esposti, tra i quali uno di Pier Francesco Gianoli, sono stati portati nella chiesa parrocchiale di Campertogno per motivi di sicurezza poiché negli ultimi anni i ladri hanno esercitato il loro mestiere per ben cinque volte.
È rimasto il quadro votivo di Giuseppe Della Bianca, benefattore del restauro della piazza e del sentiero percorso fin qui, intendendo con questa scelta rispettare la sua volontà di conservare il suo ritratto per sempre in questo oratorio.
La cappella laterale è stata costruita per ricordare l'incoronazione della Madonna del Sacro Monte di Varallo nel 1859.
Il Gesù Bambino di cera che si trova sopra l'altare è stato esposto nella notte di Natale del 1770 nella grotta di Betlemme.
Attesta questa affermazione un certificato di Fra Paolo di Agnona e Fra Luigi di Bastia, il primo in quel tempo segretario, l'altro custode della Terra Santa.
Nel 1936 la statua della Madonna è stata incoronata dal vescovo di Novara monsignor Castelli e la chiesa è stata onorata con il titolo di santuario.
Lo stesso prelato era salito all'oratorio in occasione dei festeggiamenti, per scendere quindi in processione con fiaccolata fino alla chiesa parrocchiale, mentre "... qua e là sui culmini delle montagne vicine ardevano falò e alla pianura si bruciavano i fuochi artificiali, si sparavano colpi di mortaretti a intervalli e si accendevano fari illuminanti e tutte le campane effondevano i loro gravi rintocchi sonori" come scriveva il cronista di allora.
Uscendo dalla chiesa si può notare un portico sovrastato da una camera per i pellegrini: entrambi sono stati realizzati nel 1835 per lire 1312 di Milano.
Confrontando il costo della costruzione della chiesa con quello del portico e della camera, c'è da dire che la svalutazione del denaro è sempre ricorrente.


Testo di Don Pier Cesare De Vecchi con note di Silvano Pitto





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